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giovedì 3 febbraio 2011

Quando la donna uccide laDonna


di Sam Stoner

Battagliare, aggredire, provocare. È questo che ho fatto negli ultimi mesi. E contro chi? Contro un modello di donna tanto in voga oggi e così rintronato da non sentire neanche la mia voce.
Quindi perché sfiatarsi tanto. Lo so, si tratta di parole scritte, quindi non c'è stata nessuna perdita del mio prezioso e virile fiato e nessun impedimento ad ascoltare visto che bisogna leggere; ma le donne sulle quali e alle quali ho scritto non riescono neanche a leggermi tale è il loro rintronamento.
Qui, però, non siamo in un giallo, al massimo in un noir, tanto vale svelare subito cadavere e assassino e preoccuparci del perché più che del come.
Il cadavere è la Donna. L’assassino è la donna.
Caso di suicidio? Non proprio. Direi matricidio: l’odierna donna (la rintronata omicida) ha ucciso la Vera Donna. Cerchiamo di capire il perché.
Credo - avanzo un’ipotesi – che questo delitto sia una conseguenza dello smarrimento della propria identità causato da un ingestibile contrasto tra due macro modelli femminili. Contrasto aggravato dal sopraggiungere di un modello maschile che da risolutivo è diventato riflessivo, almeno nei rapporti con l’altro sesso. Tutto questo ha indotto le “rintronate” omicide a sopprimere il loro passato, ai loro occhi ingestibile. Ma vediamo questi modelli:
da una parte ci sono le casalinghe coscienziose, mamme chioccia e mogli devote, modello quasi sempiterno e quindi considerato dalle nuove generazioni di donne obsoleto, insomma da gettare al cesso; dall’altra parte ci sono le femministe incazzate ("Tutti gli uomini sono stupratori, questo è ciò che sono" - Marilyn French, scrittrice, icona del femminismo) e dalla sessualità indefinita (“Il Femminismo è la teoria, il Lesbianismo è la pratica" - Ti-Grace Atkinson), un modello reazionario che mal si sposa con scarpe di Jimmy Choo e borse Prada oggi tanto in voga. E poi c’è il maschio, che alla nascita del femminismo non si era messo ancora in discussione, cercando, inutilmente, di mantenere il controllo dei territori acquisiti in secoli di imperversante maschilismo.
Ed ecco, che in un granello di tempo (un paio di decadi), tutto salta: sia le confortanti (per l’uomo) certezze maschiliste (anacronistiche e vergognose), sia le certezze acquisite dalla Donna (modello chioccia e modello femminista).
Purtroppo, cancellare il proprio passato significa spazzare via straordinari modelli di donne: Livia Drusilla, Giovanna D'Arco, Elisabetta I, Coco Chanel, Eleanor Roosevelt, Amelia Earhart, Simone de Beauvoir, Evita Peron, Oriana Fallaci, Sonia Ghandi, tanto per citarne alcune.
 Oggi le “rintronate” hanno ucciso tutte queste figure scegliendo di scimmiottare grossolanamente l’uomo nei suoi più beceri comportamenti. Il credo delle “rintronate” infatti è uno solo: “Se lo ha fatto l’uomo (e se lo fa) lo facciamo anche noi”. Ma qual è quest’uomo che le donne stanno imitando? Semplice, è quello della vecchia razza, residuo di un machismo ormai destinato a sparire; ma anche portatore di “certezze”, vuote e deplorevoli, ma pur sempre certezze, quindi può essere un semplice modello di riferimento.
E gli uomini, che oggi hanno preso coscienza dei loro sbagli, vedono il perpetuarsi del tragico errore nell’altro sesso. Così, quella che sarebbe potuta essere un’occasione di crescita per entrambi si trasforma, invece, in un rintronamento generale.
Per fortuna, all’orizzonte c’è un manipolo di vere Donne. Decise, consapevoli, intelligenti. Queste sono caute. Si muovono con circospezione tra testosterone ingentilito e umori femminili rintronati, alla moda  e armati di kalashnikov con mirino a olfatto molecolare anti-uomo e anti-donna.
Le “rintronate” non lo sanno ancora, ma sono destinate a estinguersi, lasciando il posto a una nuova e più illuminata generazione di donne. In attesa dell’estinzione, nel prossimo futuro le rintronate hanno una bella cella ad attenderle. Una cella fatta, nella migliore delle ipotesi, di una muta solitudine, nella quale, si spera, possano ritrovare la loro reale identità, ossia ciò che da sempre sono e saranno: Vere straordinarie Donne, e non penose imitazioni di machi che esibiscono i propri vuoti testicoli…

© 2011 by Sam Stoner    


mercoledì 2 febbraio 2011

Fermata all'aeroporto con una cintura di castità



All'aeroporto di Atene l'allarme è durato pochissimo: non era una cintura eslosiva, ma di castità, qualla indossata da una inappuntabile signora inglese di 40 anni. Comunque, al suo passaggio, è scattato il metal detector. E quando gli agenti della sicurezza hanno controllato più approfonditamente con il rilevatore manuale hanno scoperto che la donna indossava una cintura di castità: è accaduto giovedì all'aeroporto di Atene, e la protagonista è una donna britannica di 40 anni. Secondo il quotidiano greco «To Vima», la donna avrebbe detto che il marito l'ha obbligata a portare la cintura in stile medievale «perché aveva paura degli amanti greci» durante il breve soggiorno della signora in Grecia. La cittadina britannica ha potuto imbarcarsi sul volo per Londra solo dopo che il pilota si era personalmente assunto la responsabilità di averla a bordo.

Bisognerebbe obbligare tutte le compagne, amanti, fidanzate e mogli, in viaggio da sole, a indossare una contura di castità. Ne gioverebbe la nostra testa, non appensatita da un bel paio di corna targate: bagnino, insegnate di tennis e autoctoni pronti a infilzare la turista di passaggio. Ah, scusate, dimentico sempre che NESSUNA donna, in vacanza da sola o con le amiche, MAI si sognerebbe di fare sesso con altri uomini. Di solito pregano, inginocchiate. Sarà che in ogni uomo vedono il messia e si prostano a baciarli il sacro batacchio... 

martedì 1 febbraio 2011

Moglie insaziabile: lui chiama la polizia

(1 febbraio 2011)
La polizia di una cittadina del sud-ovest della Germania ha ricevuto una chiamata di soccorso decisamente insolita. Un uomo infatti ha chiamato per chiedere aiuto, perché la moglie voleva costringerlo a fare continuamente sesso.
Un problema che sembra si prolungasse da tempo, dato che l’uomo ha raccontato di avere dormito sul divano per gli ultimi quattro anni, per poter “sfuggire” alla moglie che pretendeva continuamente che lui adempiesse ai “doveri coniugali”, anziché riposare.
Ma dormire sul divano non è bastato, dato che la donna continuava a venire a svegliare l’uomo per chiedergli di fare sesso.

sabato 15 gennaio 2011

Uomini, mentite, mentite, mentite!


Ho trovato questo quesito posto da una donna, una donna palesemente incazzata:
Perché voi uomini al telefono dite sempre di essere in un posto quando invece siete da un'altra parte?
Perché voi uomini pensate sempre di poter prendere per il culo le persone?
Perché voi uomini quando siete messi di fronte all'evidenza, avete anche il coraggio di indignarvi?
Perché voi uomini inventate scuse improponibili, quando l'UNICA cosa che vi era stata chiesta era la SINCERITA'?
Rispondetemi, perché sono davvero curiosa.
Grazie.

La mia risposta:  
Non so come tu sia, mia cara anonima querulante, ma devi sapere che ci sono delle donne che sono delle vere rompicoglioni DOC.
Quel tipo di donne alle quali se dici che stai in libreria a cercare un romanzo ti chiedono di dire loro in pochi secondi 5 titoli di autori stranieri completi di casa editrice, numero di pagine e prezzo di copertina. Dati che  saranno annotati e verificati!

Quel tipo di donne alle quali se dici che stai acquistando il liquido per il radiatore dell’auto ti chiedono di portargli lo scontrino per controllare l’ora di acquisto.
Quel tipo di donne alle quali se dici che sei a parlare con un amico ti dicono "passamelo".
Quel tipo di donne alle quali se dici che stai pisciando ti dicono di avvicinare il telefono allo scroscio.(!)
Quel tipo di psicopatiche che ti fanno scontare tutte le stronzate che i precedenti compagni gli hanno rifilato, e non conta se sei un santo, se sei innamorato alla follia e glielo dimostri ogni nanosecondo del giorno e della notte, se sei impotente o se stai diventando gay... perché comunque non si fideranno (Mi raccomando, non chiedetegli mai cosa stavano facendo loro due sere prima fuori di casa alle 5 del mattino con le loro amiche ubriache ninfomani e single. Rischiereste la vita!).
Quel tipo di donne che attribuiscono al povero cretino di turno (cretino perché ci si è messo insieme) tutto quello che le amiche e le amiche delle amiche hanno detto o sentito dire di negativo riguardo TUTTO il genere maschile.
Come se loro non avessero occhi e orecchie per capire chi cavolo sia la persona che hanno vicino! E, in effetti non hanno davvero occhi e orecchie, altrimenti non sarebbe così semplice… prenderle per il culo. J

Già, prenderle per il culo, perché questo è L'unico modo per sopravvivere A QUESTO TIPO DI DONNE: raccontare loro delle balle!

Una domanda lecita sarebbe:
Ma perché continuare a starci insieme? Ma perché il più delle volte si è innamorati e, al di là di questa loro folle gelosia, si riesce a vedere quanto di positivo hanno queste donne come ad esempio la casa di proprietà o l’auto sportiva o il conto corrente condiviso o una giovane cugina disponibile;)
Argomenti che in una relazione in cui l’amore predomina si fanno sentire.
E così, il solo modo per tenere in piedi questa relazione è mentire!
Tanto se dicessimo la verità non ci crederebbero comunque.
E, si sa, una balla è più verosimile di qualunque verità. Almeno per una donna.

© 2011 by Sam Stoner
 
 

domenica 12 dicembre 2010

Stronze doc - Corso accellerato per bastardi in calzamaglia


 


Mi chiedo che maledizione si sia abbattuta sulla mia testa quando Dio, o chi per lui, ha deciso di regalarmi questa eterosessualità perennemente arrapata sempre tesa verso Stronze con tacchi a spillo, scollature e glutei di tutte le misure e forme.
Sì, ho detto Stronze. Non perché tutte le donne lo siano, ci mancherebbe altro, ma perché io propendo proprio verso la categoria delle Stronze Doc. Del resto, sarebbe fin troppo facile per me infilarmi tra le gambe di donne senza cervello che nella sacra vestizione mattutina non prendono in considerazione un accessorio come le mutande (un’alta concentrazione di questo tipo di bestiolina smutandata si trova negli uffici). No, io devo mirare in alto, alle cosce blindate di Miss superfigacelhosoloio, detta anche Stronza. E tale bipede pretendo che sia anche discretamente intelligente.
Ora, si deve considerare che questa tipologia di donna usa collezionare le teste dei suoi amanti come qualsiasi altra donna collezionerebbe scarpe. È acida, senza lubrificazione vaginale, a corto di amiche, perennemente sfottente e indossa lingerie di Divissima.
Arduo per un uomo conquistarla. Ma a lei gli uomini non mancano, almeno quelli che usa come dildo per riempire, oltre che il suo antro vulvare, le sue solitarie serate. Del resto, oltre ad avere fascino, riesce a dialogare con l’organo riproduttivo maschile con la stessa facilità con la quale San Francesco parlava con il lupo. E quindi accalappiare un orgasmo, o meglio, qualcosa che gli si avvicina molto, per lei non è complicato.
Bene, l’avete inquadrata. Lo so, somiglia a quella stronza della vostra capa in ufficio. E, infatti, di solito sono cape.
Chi non ne ha avuta una?
Io. Lo so, è un paradosso. Comunque ho una discreta esperienza in fatto di Stronze e anche se la desidero non mi fido affatto. E c’è da ribadire che non aspiro a essere sottomesso, come molti di voi staranno pensando, così come non voglio la classica botta e via, sarebbe fin troppo semplice. No, io voglio questa Stronza come fidanzata, addomesticata e al palo! Anche se fidanzarsi con una Stronza sarebbe come mettersi insieme a un serpente. Prima o poi morderà. Fidatevi.
E così, non rimane altra scelta che optare saggiamente per la soluzione B: giocarci. Del resto non è quello che lei fa con gli uomini umiliandoli, deridendoli, usandoli? Dite che si tratta di guerra dei sessi, di passatempo,
                                            di massacro cromosomico? Non so. Però posso darvi delle dritte.
 
Fase uno, l’approccio.
L’inizio è divertente. Lei sfodera la sua solita strafottenza tagliente, che però deve incontrare un blocco di platino inscalfibile. Bisogna dimostrare di saper rispondere con intelligenza, gusto, ironia e sense of humor. Considerate che di solito la stronza ha gran fascino, quindi questa prima parte è complicatuccia, ma si può superare.

Fase due, la seduzione
Lei cercherà di prendere il controllo del vostro uccello. Sa che i centri neuronali della maggior parte degli uomini sono nel "pacco" (ve l’ho detto è molto scaltra) e quindi quella zona è la chiave di tutto. E qui c’è la sorpresa: il vostro volatile deve volare libero, lontano dai suoi artigli con smalto Chanel. Voi non avete fretta e soprattutto seguite una strategia.
Dovrete tenere a bada i violenti input del vostro scroto, Se riuscirete in questo vedrete in lei una certa irritazione. Sarà tentata di mandarvi a stendere, ma non può? Sono pochi gli esemplari che riescono ad arrivare fino a qui, e ogni tanto anche a lei serve un diversivo, qualcosa di più eccitante del modello base di uomo.
Lei starà al gioco. Comincerà a divertirsi. Avanzerà, con l’intenzione di prendersi questo uomo così interessante ma sa anche che per farlo dovrà cambiare tattica: di solito adotta l’aria della dolce fanciulla abbandonata e bisognosa di aiuto che solo nelle braccia di un uomo così sicuro può trovare conforto (ricordate che il suo è solo un gioco, è e resterà sempre una Stronza). In questa fase simulerete interesse, fingerete di essere affetti dalla sindrome del principe azzurro che ha necessità di liberare la principessa chiusa nella torre fatata. Arriverete con il vostro bel cavallo bianco (meglio se con lo stemma BMW), la calzamaglia (rigorosamente griffata, ancor meglio se sartoriale) e l’aria strafottente e sicura dell’agente di commercio rampante.
Lo so, un abominio di uomo, ma con le Stronze funziona. Non dico che dovrete comprare una BMW, ma un noleggio ci può stare.
Ora, dovete mostrarvi più interessati a lei che non al suo corpo. È necessario avere la giusta intelligenza per ascoltare (almeno così le farete credere), la sensibilità per comprendere (lei penserà) e la forza per risolvere (solo simulata, ovvio).

Fase 3 – La raccolta
Non sia mai che questo sia un vero un principe azzurro?
È questo che lei penserà. Perché? Vi svelo un segreto: la Stronza Doc ha un cuore, anche se chiuso dentro una cella frigorifera! Certo, è solo un crepitio leggero, di quelli che si intravedono sul parabrezza ma che in pochi minuti rischiano di propagarsi come ragnatele di cristallo. Così, incalzerete, dosando forza e sensibilità con matematica applicazione. Ma c’è una regola da seguire: mai in questo momento farci del sesso. Sarebbe la fine!
Pazientate ancora un po’. Fatele capire che non volete il suo corpo ma i suoi pensieri e il suo cuore. E solo quando lei se ne convincerà, perché anche lei ha un cuore, giungerà l’ora dell’assalto.
L’enorme testa d’ariete (vabbè proprio enorme no, ma almeno consistente sì. Spero per voi) si scaglierà contro le porte della città. Porte più che aperte, a dire il vero.
Lei non sarà più l’amazzone ma la geisha. Asservita, domata, ammansita.
Cotta al punto giusto per essere… conquistata? Non so, qui ognuno deciderà per sé.
Anche se c’è un opzione niente male. Possederla (del resto è giusto che voi ritiriate il vostro meritato premio) e poi deriderla e lasciarla. Ancor meglio se pubblicamente derisa e lasciata.
E senza pietà alcuna.
Perché questa cattiveria? Be’, perché certe donne se lo meritano. Perché dovrebbero capire che gli esseri umani non sono beni di consumo, tanto meno lo sono se stesse. La vita non è una squallida catena consumistica.
Certo, seguire quest’ultima opzione significherà far parte della categoria degli stronzi doc. Decidete voi. L’importante è che alla fine queste Stronze vengano inesorabilmente lasciate nella loro pozzanghera di autocommiserazione e sentimenti in tetrapack. Del resto, è più semplice convertire alla carità cristiana un integralista islamico imbottito di esplosivo che pensare alla "redenzione" della Stronza Doc.

© 2010 by Sam Stoner

sabato 27 novembre 2010

E se incontrassi un uomo per bene? di Alessandra Arachi



(La bibbia delle donne che scopano come marabù in calore.)


Entro in IBS e girovagando tra gli scaffali elettronici il mio occhio cade su un titolo: "E se incontrassi un uomo perbene?” di Alessandra Arachi (Sonzogno). La sinossi:
A.A.A. Cercasi ragazzo perbene. L'inserzione è stata messa su un giornale di provincia. Hanno risposto in molti. Gli incontri sono poi diventati un romanzo verità.

Penso si tratti di un’inchiesta sociale, di uno spaccato sul mondo degli uomini e su come quest’ultimi si rapportano con l’altro sesso. Ma siamo sicuri? Ragazzo, mi dice la mia vocina, siamo nel mondo del marketing dell’editoria italiana ossia quanto di più fasullo ci sia in circolazione. Stai in campana!
Eppure le critiche sono tutte positive e l’autrice è in gamba, è una giornalista del Corriere della Sera.
Così mi decido e lo ordino.
Del resto è anche il compleanno di mia nipote. Compie 25 anni. È single e desiderosa di trovare il suo “lui”. Quale miglior regalo che una sorta di guida con la quale orientarsi alla ricerca dell’uomo perbene. Quando finalmente arriva a casa la curiosità è tale che apro a caso per leggerne qualche riga:

“Entro, mi iscrivo alla chat più hard del web. Max non mi ha chiesto:"Vuoi scopare?". È stato ancora più diretto: nella zona dei messaggi privati, Max del Tiburtino (una zona di Roma nota a chi predilige i corpi freddi) mi ha scritto semplicemente il suo indirizzo di casa. Aggiungendo un dettaglio: "Ho un cazzo così duro e lungo che quando l'avrai provato non ne potrai più fare a meno". Non ho potuto fare a meno di prendere la macchina e raggiungere l'indirizzo di Max, al Tiburtino.
 (…) "Sono venuta per scopare. Dopo non chiedermi niente,. Dopo non vorrò più saperne niente di te". Mi era sembrata una gran frase. Per Max era semplicemente scontata. Mi ha preso per mano all'ingresso della sua minuscola casa e mi ha portato dritto in camera per buttarmi sopra il letto con lenzuola bordeaux, proprio come le pareti della stanza, arredata con inquietanti oggetti di ferro. Il resto sono le sequenze di un filmino a luci rosse.”

Resto qualche secondo interdetto. Continuo, sfogliando a caso.
E a pag. 22 la protagonista in vacanza cerca di scopare un ragazzo più giovane di una ventina d’anni in discoteca. Poi, partecipa a uno Speed Date, conosce Ludovico e inizia una passionale relazione che si avvicenda a quella con Luca…
Capisco  quindi che sulle pagine di questo romanzo non si dipana l’affannosa ricerca, da parte della protagonista, dell’”uomo perbene”, ma dell’uomo col “cazzo” più lungo. Anzi, potremmo considerarlo la bibbia delle donne che scopano come marabù in calore e ne fanno anche un vanto di tale soddisfacente attività. In pratica, la protagonista del romanzo, mi auguro non l’autrice, ricerca l’uomo per bene in chat “hard”, in  “speed date”,  e nel retro delle discoteche di villaggi turistici.
Il pensiero va a mia nipote, alla quale il libro era destinato, che, invece di trovarsi in compagnia di una donna (la protagonista) che come lei cerca un fidanzato, si sarebbe ritrovata tra le mani il diario di una ninfomane (la stessa protagonista all’ultima pagina dice che in lei si agita un “istinto sessuale becero”) i cui effetti collaterali sarebbero ricaduti sul mio povero zio. Sì, proprio lui, già me lo vedo ricevere in piena notte la telefonata della figlia che senza le mutande lo chiama da un alberghetto della stazione dopo “averlo preso” con somma goduria (e partecipato piacere) da una mandria di marocchini taglia 20 cm (cito i marocchini in quanto sono considerati un’etnia caratterizzata da una passionale sessualità). Mio zio però non si preoccuperebbe, perché se questo dovesse accadere significherà solo che sua figlia avrà conosciuto qualche “uomo perbene”!

Eh sì, le donne ne hanno fatta di strada. Almeno una volta scopavano sconosciuti del Tiburtino con un minimo di riservatezza (un po' come i maschietti quando fanno visita alle care donnine presenti sugli annunci A.A.A. dei vari quotidiani, quelle con l’appartamento a pianterreno), oggi, invece, ne fanno un vanto, ne scrivono, ne fanno addirittura un libro.
Quando la prossima volta troverò una scrittrice in discoteca che mi offre una fellatio in bagno, saprò che in realtà sta solo cercando un uomo perbene!

Con affetto, il vostro
Sam Stoner

mercoledì 17 novembre 2010

Donne di plastica

Che dobbiamo fare con le donne?
Sempre agguerrite e pronte a fregare ogni uomo. 
Quelle dell'est si fregano case e conti in banca dei nostri pensionati.
Le adolescenti fregano ricariche telefoniche ai bavosi.
Le trentacinquenni fregano matrimoni e figli prima di scavallare i quaranta.
Ce n’è per tutti i gusti.
L’aspetto preoccupante è che l'arte di fregare è insita in tutte le donne (o quasi), al di là di ogni categoria.
Del resto, basta dare un'occhiata in giro.
Il mercato è saturo di prodotti diretti a fregare l'uomo, o meglio, a fregare i suoi ormoni.
Perché le donne sono furbe, vanno sul sicuro puntando sul sesso. E si sa, l'uomo soccombe sempre alle sue pulsioni sessuali, a parte alcune eccezioni non rilevanti, ma in questi casi si parla di uomini gay. Il mercato ascolta e sforna ogni ben-di-dio:
extension per capelli, unghie finte, reggiseni push up, supporti xtreme Bra, mutande botton up, collant modellanti contenitivi...
Articoli degni delle boutique dove si affittano abiti per carnevale. La domanda è una sola: chi vuoi essere? L'Uomo ragno, Batman o la strafiga della serata?
La risposta è ancora più semplice, è sufficiente investire qualche euro e il desiderio diventa realtà.
Così, ecco che la vittima-uomo di turno esce con quella che sembra essere una donna desiderabile. Vestita e truccata è Perfetta e Desiderabile. E badate, desiderabile senza che apra bocca. Seno rigoglioso, fondoschiena che sembra non sapere dell'esistenza della gravità terrestre, capelli rubati alla principessa delle favole, mani di tigre, con unghie lunghe, perfette e laccate.
Di fronte a questa vista, il testosterone inizia a circolare intaccando le cellule cerebrali maschili. La ragione va a farsi un pisolino ristoratore e il tanto agognato e bistrattato "pacco" prende il sopravvento. Così, lui le propone di passare la notte insieme. Nessuna promessa da marinaio tipo amore per la vita, ma solo una sana notte di sesso.
Lei accetta, però... al momento dell'ingresso nella camera da letto ecco che lascia scivolare nelle orecchie di lui una sensuale richiesta: "voglio farlo al buio!". Sì, lei desidera l'oscurità, e se lui proprio non riesce al buio, ecco arrivare la concessione di una leggera penombra. Lui, tutto preso dagli effluvi dei propri ormoni, in quelle proibitive condizioni visive, non ci capirà un bel niente, anche perché impegnato a "tenere alto" il desiderio e a cercare di “far centro” al primo colpo. Be’, se non proprio al primo almeno entro il terzo quarto! Leverà qualche imprecazione al cielo, ma alla fine ci riuscirà. E se proprio non dovesse farcela sarà lei ad aiutarlo con comandi manuali, accompagnando con una perfetta “navigazione a mano” l’impaziente soldatino sull'attenti. Non sia mai che lui si ostini ad accendere la luce!
Lo shock (per lui) arriverà al mattino, quando dentro il letto comparirà, come per magia, un'estranea!
La bambolina tutta curve e tornanti si è trasformata in una grigia autostrada dritta e piatta più della terra di Lattanzio.
I lunghi femminili capelli sono sui cuscini, i pizzicotti sulle chiappe che lui ha avvertito per tutta la notte sono in realtà le unghie di lei staccatesi e crollate sul lenzuolo, se poi lui si sporgerà oltre il bordo del letto scoprirà sul pavimento quel rigoglioso seno che tanto aveva ammirato insieme a quel sedere a mandolino che aveva infuocato la sua immaginazione. 
Finalmente, il malcapitato amante è consapevole di aver avuto un incontro ravvicinato con una una bambolina posticcia. Un assemblaggio ben congeniato, i cui pezzi sono forniti da multinazionali compiacenti.
Lui, che neanche ha osato inserire del cotone nelle mutande! Lui, che si è tenuto la sua pancetta, le sue maniglie dell’amore e la sua pelata!
Per non parlare del trucco (di lei) che vince a man bassa sul maschile viso al massimo profumato di dopobarba.
L'aspetto più paradossale è che dopo questa scoperta lei lo guarda negli occhi, mentre le cade una ciglia finta, e dice:
"Pensavo di piacerti per quello che sono"
E infatti potresti anche piacermi, pensa lui, se solo riuscissi a capire chi si cela sotto quell'armamentario di protesi, dispositivi gonfiabili, siliconi trattati e applicazioni posticce!


© 2010 by Sam Stoner